Sezione Canyoning

– Il Capo Sezione Canyoning è Monica Serra

Il canyoning (o torrentismo) consiste nella discesa a piedi di corsi d’acqua che scorrono all’interno di strette gole profondamente scavate nella roccia e caratterizzati da portata ridotta (in genere inferiore ai 200 litri al secondo) e forte pendenza. Proprio per queste caratteristiche le rive dei torrenti adatti alla pratica del canyoning risultano inaccessibili, una volta intrapresa la discesa non è assolutamente possibile ritornare indietro, ma solo proseguire fino all’uscita.

Il termine normalmente utilizzato dai praticanti per indicare tutto questo è “forra”.

Gli ostacoli all’interno di una forra sono rappresentati principalmente dalle cascate, che vengono superate con l’ausilio di corde o, dove possibile, effettuando tuffi, scivolate o passaggi di arrampicata in discesa. Spesso alla base delle cascate sono presenti profondi laghetti. In tale caso, dopo la discesa su corda, con una breve nuotata si raggiunge la riva.

Qualora si usino le corde è necessario che sia presente un sistema di ancoraggio (cioe’ qualcosa a cui assicurare la corda di calata) predisposto utilizzando tasselli ad espansione o fissati mediante resine speciali. Le corde vengono recuperate al termine di una calata e riutilizzate per le calate successive (e questo è il secondo motivo per cui è impossibile ritornare indietro).

I percorsi hanno mediamente una durata variabile fra le 2 e le 8 ore, ma sono presenti anche percorsi piu’ lunghi che richiedono bivacchi notturni. Normalmente una marcia di avvicinamento in salita precede la discesa vera e propria.

Il canyoning non è uno sport individuale, ma di gruppo. La quantità di materiale necessario alla discesa e questioni di sicurezza consigliano di evitare la formazione di gruppi inferiori a 4 persone.

Muta in neoprene (spessore 5 mm): serve per proteggersi dal freddo, può essere sostituita da una tuta da speleologia accoppiata con una muta stagna, del tipo utilizzato per la pratica del windsurf.

Cappuccio, calzari e guanti in neoprene: e’ fondamentale mantenere calde le estremità, poiche’ gran parte del calore corporeo viene disperso proprio da mani, piedi e soprattutto testa.

Scarpe: esistono calzature specifiche per il torrentismo, in gomma mista a neoprene. In alternativa scarponcini leggeri da trekking.

Imbragatura, moschettone e discensore: consentono di effettuare le manovre di corda per scendere lungo le cascate. Altri attrezzi che devono essere sempre presenti sull’imbragatura sono moschettoni supplementari, cordini di sicurezza (detti longes), autobloccanti per la risalita della corda.

Coltello o trancia: in alcuni casi può essere necessario il taglio della corda.

Casco: protegge dai sassi che possono cadere dai bordi della forra. Al casco si lega un fischietto, per comunicare a distanza in mezzo al fragore delle cascate

Corde: statiche da canyoning o speleologia, di diametro fra i 9 ed 10,5 mm.

Borsino d’armo: contiene il martello, il perforatore ed i tasselli da piantare in caso di discesa di esplorazione o di sostituzione di ancoraggi deteriorati.

Contenitori stagni: contengono le provviste ed il materiale di pronto soccorso ed emergenza.

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